Fiera dell’elettronica di Ferrara 2015

Fiera dell'elettronica di Ferrara - LocandinaVorrei spezzare una banana per la Fiera dell’elettronica tenuta nell’area fiera di Ferrara il 14 e 15 febbraio 2015. Una cosa triste…

Partiamo dal fatto che, come qualcuno mi ha illustrato, nella zona esistono due circuiti per le fiere dell’elettronica. Il primo, al quale appartiene la fiera di Ferrara, è una fiera dell’elettronica, informatica, radiantismo, paramilitare, fumettistica, minerali, manufatti e paccottiglia amena. Due terzi dell’esposizione non hanno niente a che fare con l’elettronica. Niente. Il secondo circuito invece è vera fiera, piena di bancherelle di gente seria e elettronica di tutti i tipi e mediamente valida, ci sono stato tempo addietro alla fiera di Cerea (VR), effettivamente la differenza si vede.

Ma torniamo a noi, a quel di Ferrara. Siamo rimasti con una fiera che sulla carta è ancora inerente l’elettronica. Direi che posso descriverla bene con delle percentuali:

  • 70% roba cinese di qualità inferiore alla qualità cinese;
  • 50% degli espositori potremmo catalogarli come “Fiera dell’elettronica d’antiquariato”: se vi si è rotto il telecomando della vecchia SABA 19 pollici a tubo catodico, potreste avere una chance di trovare l’esatto modello;
  • 20% degli espositori cercano di fregarti spudoratamente, e dico spudoratamente solo perché il frequentatore navigato delle fiere si fa sempre un giro degli stand per confrontare i prezzi, lo sanno anche loro eppure alcuni sono esplicitamente disonesti;
  • 10% di coltelli da cucina non elettrici e sistemi per aprire le bottiglie del vino, tutto non elettrico (gli organizzatori sono alla disperazione);
  • 5% degli espositori hanno materiale considerabile.

Considerando che queste percentuali si applicano a un terzo dell’intera esposizione, se siete interessati all’elettronica potete andarvene su Amazon. Tocco finale: 3€ di parcheggio. Alla vigliacca poi, perché te ne accorgi quando ormai sei nel senso unico per accedere ai parcheggi, e del prezzo del parcheggio non lo trovi scritto da nessuna parte.

Dico che lì non mi ci vedono per un bel po’.

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Sempre a scuola

Ti diplomi, ti laurei, trovi lavoro. “Non studio più” pensi sulle prime. La certezza di uno stipendio e l’indipendenza, una casa da mandare avanti (e da pulire!).

Corsi di aggiornamento, testi sulle nuove tecnologie (da leggere nei ritagli di tempo), errori sul lavoro (pochi e piccoli, ma formativi). La fortuna di avere “il posto fisso” non toglie il pensiero di essere comunque giudicato ogni giorno, essere ancora su quel banco di scuola, con la coscenza degli anni maturi. Perché a 16 studi per far contenti i genitori, i voti servono solo perché mamma e papà siano orgogliosi di te. A 30 anni capisci che fai tutto per un motivo, che niente è scontato e hai ancora molto da dimostrare.

Tutto sommato, sto andando ancora a scuola.

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Libtorrent-rasterbar 1.0.3 per Raspberry

Recente possessore di Raspberry e abbastanza pratico di Linux, ho voluto sfruttare al massimo l’oggetto trasformandolo in un media center abilitato al download legale tramite Bittorrent. E ho scelto Deluge, perché mi sono ostinato nonostante i mille problemi. Perché si può fare.

raspberry deluge

Per chi usa Raspberry e vuole utilizzare Deluge, ci sono due problemi da affrontare:

  • la versione da repository di Deluge è la 1.3.6 quando è disponibile la 1.3.11;
  • la versione da repository della libreria libtorrent-rasterbar è la 0.15 quando è disponibile la 1.0.3.

Per installare l’ultima versione di Deluge, è possibile seguire questa guida scegliendo, tra le due opzioni iniziali per l’installazione, l’opzione 2. Consiglio di seguire tutta la guida, è un ottima guida non solo per l’installazione, ma anche per impostare Deluge come un servizio di sistema.

Per compilare la libreria libtorrent-rasterbar è possibile seguire questa guida dal sito di Deluge. Unico problema è che va compilata su Raspberry ed è una libreria pesante da compilare, visto anche l’hardware limitato. Morale: ci vogliono delle ore di compilazione. Se volete procedere vi suggerisco alcune azioni da fare prima di procedere:

  • overclock di Raspberry – se c’è un motivo per cui può valere la pena fare l’overclock, questo è il caso, magari evitando l’overvolt per non invalidare la garanzia;
  • aggiungere l’area di swap – seguendo questa guida è possibile aggiungere una partizione di swap per venire incontro all’uso di RAM necessaria durante la compilazione della libreria (specie nel caso in cui l’installazione del sistema operativo non includesse l’area di swap, vedi Raspbmc);
  • aggiornare gli header di sistema – può succedere durante la compilazione (make) che questa s’interrompa per un errore relativo all’header /usr/include/linux/sysinfo.h di tipo unknown type. La soluzione è integrare nell’header la definizione dei tipo sconosciuti:
    #ifndef _LINUX_SYSINFO_H
    #define _LINUX_SYSINFO_H
    
    #include <linux/types.h>
    
    #define SI_LOAD_SHIFT 16
    struct sysinfo {
     #ifndef __kernel_long_t
     typedef long __kernel_long_t;
     typedef unsigned long __kernel_ulong_t;
     #endif
     __kernel_long_t uptime; /* Seconds since boot */
     __kernel_ulong_t loads[3]; /* 1, 5, and 15 minute load averages */
     __kernel_ulong_t totalram; /* Total usable main memory size */
     __kernel_ulong_t freeram; /* Available memory size */
     __kernel_ulong_t sharedram; /* Amount of shared memory */
     __kernel_ulong_t bufferram; /* Memory used by buffers */
     __kernel_ulong_t totalswap; /* Total swap space size */
     __kernel_ulong_t freeswap; /* swap space still available */
     __u16 procs; /* Number of current processes */
     __u16 pad; /* Explicit padding for m68k */
     __kernel_ulong_t totalhigh; /* Total high memory size */
     __kernel_ulong_t freehigh; /* Available high memory size */
     __u32 mem_unit; /* Memory unit size in bytes */
     char _f[20-2*sizeof(__kernel_ulong_t)-sizeof(__u32)]; /* Padding: libc5 uses this.. */
    };
    
    #endif /* _LINUX_SYSINFO_H */
    

Per chi avesse una Raspberry Pi B+, può scaricare la versione che ho compilato: https://github.com/Tognolo/libtorrent-rasterbar_1.0.3-1_armhf.deb

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Acapulco su Radio 2 e lo spot scatenante

A novembre su Radio 2 ricomincia Acapulco, il programma di “Reggae e regali” condotto da Costantino della Gherardesca. Io non lo ascolto, sono a lavoro quando lo trasmettono, ma quando mi sposto la mattina mi capita di sentire lo spot e la musica di fondo. Ma che canzone è? Grazie a uno strumento di magia nera sono riuscito a ottenere il titolo della canzone: “I Duppy Riddim” di Lady Chann. Buon divertimento e Brukout!

 

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Turisti tedeschi di serie A e turisti italiani di serie B

Trentino - AlpiDa un recente soggiorno nel sud del Trentino Alto Adige ho avuto la netta percezione che il turista tedesco riceva un trattamento di riguardo rispetto a quello italiano. Questo un po’ è comprensibile, loro hanno più soldi da spendere… Quello che mi ha dato più fastidio è che gli italiani vengono trattati come turisti di serie B pure in Italia! Ovviamente nessuno te lo viene a dire in faccia, però il messaggio di fondo si percepisce.

Potrei facilmente scadere sui motivi per cui gli italiani vengono visti male pure dagli italiani stessi, e di come i trentini (che non si sentono italiani) prediligano a maggior ragione (soprattutto) i turisti tedeschi. Però deve essere l’italiano medio che inizi a fidarsi l’uno dell’altro, scoraggiando gli atteggiamenti irrispettosi e rispettando l’umile turista connazionale cortese che ti paga come il turista tedesco, altrimenti non se ne esce.

Ai trentini del luogo che ho visitato mi viene da dire: vivete in una regione speciale (in tutti i sensi), vi sentite più tedeschi che italiani, ma siete italiani. E ai turisti italiani invece c’è da dire una cosa: rispettate le regole e la buona educazione, che purtroppo la maleducazione contradistingue (come ho visto sempre nelle mie vacanze) il turista italiano dagli altri.

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L’altra faccia delle primarie

Elezioni PD cane

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Fiera della Birra Artigianale “Mastro birraio” a Ferrara

Questo week end si tiene in zona fiera a Ferrara il “Mastro birraio“, e per caso ci sono andato con degli amici. Una piccola recensione è d’uopo.

Partiamo subito andando in ordine, l’ingresso costa 3 euro. Una sciocchezza, anche se quando si paga per entrare il messaggio di fondo è “vale la pena pagare per quello che c’è dentro”. Piccola digressione: il ferrarese medio è abitudinario e ha il portafoglio timido, e l’idea di pagare l’ingresso e anche le consumazioni all’interno non lo allettano. Un esempio diverso è il Misen, dove si pagano circa 10 euro ma dentro non paghi più e vivi di assaggi, e ogni anno è un successo.

La mappa della fiera

La mappa della fiera

L’interno della zona fiera ospita stand di birra e cibo (e anche bibite per chi entra per sbaglio), abbastanza diluiti nell’ampio spazio della struttura. Sicuramente tutto lo spazio vuoto è utile per i tavoli e le panche, molto comodi per mangiare, ma ci stavano molti più stand, almeno il doppio: pazienza. L’offerta delle birre è varia e con prezzi nella norma (anche se qualcuno poteva tenere il prezzo più basso), un buon piano d’attacco può essere di riuscire a fare diversi assaggi. Gli “assaggi” vanno dai 2,50 euro in su, fatevi un giro degli stand prima di partire all’attacco.

Porchetta e assaggi, 10€

Porchetta e assaggi, 10€

La stessa lode non si può dare alle gastronomie. Gli organizzatori hanno ben pensato di  differenziare l’offerta in base al prodotto di punta dei venditori, ma questi si sono presentati con stand da fiera paesana improvvisata. I cibi assaggiati erano tutti buoni, ma i prezzi sono davvero esagerati. Un esempio sono gli arrosticini, davvero molto buoni ma al prezzo di 5 euro per 6 bastoncini. Insomma non si è decisamente invitati a riempirsi la pancia di cibo.

In conclusione, nonostante i mastri birrai abbiano la colpa minore (se non alcuna), a mio avviso l’evento non merita la sufficienza. Il ricordo della serata è quello di aver bevuto delle buone birre, ma a caro prezzo.

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Quarter pounder “deluxe” with “bacon”

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Ok, è un panino McDonald, non mi aspettavo un piatto di Gualtiero Marchesi. L’aspetto di questi panini è sempre una chiavica. Ma addirittura fare i tirchi con la pancetta?  Che è l’ingrediente caratteristico??

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Abilitare il tasto destro del touchpad

Una recente installazione di Debian su un portatile mi dava come problema che il tasto destro sul touchpad era disabilitato. Nel mio caso, il problema era la mancata configurazione del server X11

mkdir /etc/X11/xorg.conf.d/
cp /usr/share/X11/xorg.conf.d/50-synaptics.conf \
/etc/X11/xorg.conf.d/50-synaptics.conf

La cartella xorg.conf.d contiene i diversi file di configurazione di Xorg. Nello stesso file 50-synaptics.conf è indicato di eseguire questa operazione, per evitare la sovrascrittura dei propri file durante gli aggiornamenti di sistema.

In seguito il file /etc/X11/xorg.conf.d/50-synaptics.conf va modificato seguendo questo riferimento:

Section "InputClass"
    Identifier "touchpad catchall"
    Driver "synaptics"
    MatchIsTouchpad "on"
    # This option is recommend on all Linux systems using evdev, but cannot be
    # enabled by default. See the following link for details:
    # http://who-t.blogspot.com/2010/11/how-to-ignore-configuration-errors.html
    MatchDevicePath "/dev/input/event*"
    Option "TapButton1" "1"
    Option "TapButton2" "2"
    Option "TapButton3" "3"
    Option "ClickPad" "true"
    Option "EmulateMidButtonTime" "0"
    Option "SoftButtonAreas" "50% 0 82% 0 0 0 0 0"
EndSection

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Arnova 10d 3G – Aggiornamento a Android 4.1.1 Jelly Bean

Arnova 10d 3G con Android 4.1.1

Arnova 10d 3G con Android 4.1.1

Se avete acquistato un tablet Arnova 10d 3G e volete provare ad aggiornare il vostro dispositivo da Android 4.0.1 alla versione 4.1.1, sul forum Android-Hilfe è presente un post che fa al caso vostro. Il forum è in tedesco, e Google Translate non è molto chiaro nella traduzione. Fortunatamente la procedura è davvero semplice, basta continuare a leggere questo articolo per scoprire come farlo.

Attenzione: non mi assumo nessuna responsabilità riguardo eventuali malfunzionamenti dei vostri dispositivi, l’operazione fa scadere la garanzia. Anche l’autore del post sul forum non si assume alcuna responsabilità.

 Procedimento

Per procedere è necessario avere il tablet e una scheda MicroSD da almeno 2GB. Sul forum viene sconsigliato l’uso di MicroSDHC da 4GB o più, ma personalmente ho usato una MicroSDHC da 32GB senza problemi. Prima di continuare, fate una copia di tutti i dati del tablet e della scheda, in quanto dopo l’operazione andrà a formattare la memoria del dispositivo.

  1. Scaricare il seguente file zip (password del file: MrSpiceGuy).
  2. Decomprimere il file zip, che contiene il file wmt_scriptcmd e la cartella FirmwareInstall, e copiarli nella scheda MicroSD nella directory principale (quindi non dentro altre cartelle).
  3. Avviare il tablet con la scheda MicroSD già inserita. Dopo alcuni secondi viene visualizzata la scritta in giallo WM8850/8950 Android 4.1.1, in seguito alla quale si avvia l’aggiornamento. Sullo schermo appariranno l’elenco delle modifiche effettuate e una barra progressiva, che indica l’avanzamento dell’aggiornamento.
  4. Una volta terminato l’aggiornamento viene indicato (in inglese) di rimuovere la scheda MicroSD, e una volta rimossa il tablet si riavvierà automaticamente.
  5. Al riavvio il tablet installerà gli aggiornamenti appena importati e poi il sistema operativo si avvierà completamente aggiornato. Per continuare ad utilizzare la scheda MicroSD con il tablet, eliminare il file wmt_scriptcmd altrimenti al prossimo riavvio ripartirà il processo di aggiornamento.

Qualcosa è andato storto…

Se avete commesso qualche errore durante l’aggiornamento, oppure volete ripristinare il tablet allo stato di fabbrica, è possibile eseguire sempre il factory reset. Da tablet spento, premere e tenere premuto contemporaneamente il tasto On/Off e il tasto Più (+) del volume. Dopo alcuni istanti viene visualizzato la scritta rossa su sfondo nero Are you sure system recovery?, rilasciate i tasti e tenete nuovamente premuto il pulsante di accensione per alcuni secondi, finché non parte il ripristino del tablet.

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